Il sorriso enigmatico dell’Uovo suscita nel Regista riflessioni che si sente in dovere di condividere

61 Dalai Egg Lama

 

Osservando con attenzione l’Uovo nel suo dondolare placido e assorto, una domanda sorge spontanea: “È possibile che sia parente della Monna Lisa, quella dipinta da Leonardo da Vinci?”. La domanda non è oziosa, visto che entrambi sono originari della Toscana ed entrambi hanno un sorriso enigmatico. Sul sorriso della Gioconda molto è stato detto e scritto, ma sul sorriso dell’Uovo nessuno ha mai osato pronunciarsi, probabilmente perchè quella smorfia è molto più misteriosa della prima, essendo disegnata sul guscio di un embrione e appartenendo ad una creatura che, tutto sommato, ha ben poco di che essere contenta. Il suo sorriso, sostiene il Regista, parla ad ognuno di noi e suscita pensieri profondi, suggerendo domande a cui non è facile dare risposta. Perchè è felice? Sa di essere un uovo? Sa che conosciamo almeno mille modi per cucinarlo? Perchè non scappa? Fa uso di droghe? E se sì, come fa a spararsele in vena? Posso farmele anch’io? Queste sono soltanto alcune delle questioni che, nel corso degli anni, il Regista si è posto e a cui non è ancora riuscito a dare risposta. “Ogni volta che lo guardo,” dice l’artista fiorentino, “mi ricorda che la vita è un attimo: un momento ci sei e il momento dopo non ci sei più. Almeno, non nelle forme in cui c’eri prima. In altre forme ci sei ancora, ma sei più gustoso, e digeribile, e abbinato ad ingredienti con cui non avresti mai pensato di poter avere una relazione. E questo non è necessariamente un bene per te. Magari per altri sì, ma per te no”. “Queste sono cose che fanno pensare e che mi sento in dovere di condividere,” è la conclusione del Regista.