
Nei suoi diari Invicto racconta delle sue avventure e delle cose fantastiche che ha visto e che non può dimenticare. Alcune delle pagine più interessanti riguardano il “Piano Astrale”, il “luogo della mente” che esplorò nel 1936 in compagnia dell’Uovo e nel quale soggiornò per ben cinquemila anni, tempo locale. Tra i tanti aneddoti che racconta, il più curioso riguarda il “Cassettone della Nonna Astrale”, un’estrapolazione metafisica del Cassettone della Nonna che rappresenta l’unico oggetto d’arredo consentito in quel luogo spirituale. Come ci sia arrivato non è ben chiaro, da quel che sappiamo le aspirazioni ad una vita meditativa non sono frequenti in quella tipologia di mobilio, eppure esso è riuscito a diffondersi in tutti quei territori e a rappresentare l’unico posto in cui sia possibile riporre della roba per preservarla dalla polvere e proteggerla dalle tarme. Secondo i saggi del luogo esso è l'abitante più antico del Piano Astrale e questo ai loro occhi lo nobilita parecchio, al punto che in molti invece che riporci dentro qualcosa ci si rinchiudono, sperando di trarre ispirazione da quell’ambiente “antico e saggio” e di avere qualche consiglio per evolversi ulteriormente. In realtà, in quanto cassettiera tarlata, il Cassettone non ritiene di avere particolari saggezze da condividere e questo è un vero peccato, perchè se almeno consigliasse loro, “tirate via la naftalina prima di chiudere l’anta” o “non accalcatevi in troppi” o “se qualcuno ha mangiato fagioli lasciate aperto uno spiraglio”, tutti si evolverebbero meglio e con più dignità.








