
Sostiene L’Uovo che negli anni ‘70 un’equipe di monaci buddisti, altamente specializzati, lo identificò come la reincarnazione del Lama Gebek, un monaco tibetano vissuto nel XIII secolo. Pare che il Lama morì rotolando giù dai monti per uno sbilanciamento dovuto ai venti forti e alla forma ovoidale che, pur essendo perfetta, certamente non aiuta a mantenersi saldi quando i monsoni soffiano e la forza di gravità si fa sentire. Raggiunto l’Uovo alla casa del Regista, gli chiesero di dire alcune cose sagge per aiutare le anime dei fedeli ad evolversi e lasciare una volta per tutte il piano terreno. L’embrione si prese cinque secondi per meditare sulla faccenda, poi disse:
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Bisogna amarsi l’un l'altro
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Bisogna amarsi l’un l'altro ma anche l’altro con l’uno
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Se tornate sui monti copritevi bene
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Magari mettetevi una sciarpa, o dei guanti, ma tenetevi lontani dalle termocoperte
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Le termocoperte mi assodano
I monaci restarono un po’ a meditarci sopra, poi giunsero alla conclusione di avere sbagliato indirizzo, o reincarnazione, o tutte e due le cose insieme, visto i risultati ottenuti. Mentre li guardava andar via, l’Uovo pensò che forse aveva perso l’occasione per condividere la propria saggezza con gli altri e farli star meglio. Una gallina nepalese, sua prozia da parte di madre, una volta era riuscita a far star meglio alcune persone ma ci era riuscita facendoli stare sazi, e della cosa non c’era da andare tanto orgogliosi. La saggezza, sosteneva la madre, è una cosa importante ma che non sempre va condivisa.








