Gli antenati del Cassettone della Nonna ci rivelano qualcosa del nostro passato

58 Il Cassettosaurus

 

Nel 1996, a Ouarzazate in Marocco, venne rinvenuto un gigantesco pomello d’avorio, segno indiscutibile che in quella zona, circa 165 milioni di anni fa, fosse prosperato il  Cassettosaurus, diretto progenitore dei nostri Cassettoni della Nonna. Si trattava di un armadio enorme, alto almeno cinquanta metri e del peso di 32 tonnellate, talmente capiente da poter contenere un intero Tyrannosaurus rex. Secondo il professor Albert Cunningham dell’Università di Manchester, l’avere la possibilità di nascondersi in degli armadi influenzò non poco il comportamento dei tirannosauri e questo potrebbe aiutarci a comprendere meglio la loro natura e fare luce sul mistero della loro scomparsa. L’ipotesi più plausibile è che non fu un meteorite ad ucciderli ma la loro strategia di sopravvivenza. “Può darsi che vedendo il meteorite cadere,” spiega il professor Cunningham, “siano stati presi dal panico e abbiano cercato rifugio in quei cassettoni. Il loro cervello, troppo piccolo per elaborare una strategia complessa, si rivelò inidoneo a gestire la situazione e suggerì di asserragliarsi dentro, senza raccomandare di lasciare aperto uno spiraglio per l’aria”. L’ipotesi è interessante e in effetti al loro interno vennero rinvenute delle carcasse di Tirannosauro disposte nella posizione di chi si mette sulla punta delle zampe e muove gli artigli a tentoni per cercare la maniglia al buio. È sorprendente come il ritrovamento di un semplice pomello possa aiutarci a comprendere meglio il pianeta in cui viviamo.