La Scatoletta di Tonno e Sigmund Freud

54 La Scatoletta di Tonno e Freud

 

La Scatoletta di Tonno e Sigmund Freud si conobbero a Vienna nel 1904. Il pesce era arrivato nella capitale austriaca per instaurare la dittatura del proletariato e qualcuno gli aveva suggerito di rivolgersi al padre della psicoanalisi per cercare di arginare i propri slanci emotivi che, alla lunga, avrebbero potuto nuocere alla causa. Freud aveva accettato di prenderlo in cura ed in breve era rimasto affascinato dalla personalità del piccolo trancio e dal fatto che potesse avere così tanti problemi pur non avendo una madre castrante o un apparato sessuale compiuto. “Come è possibile”, scriveva all’amico Jung, “che una creatura tanto piccola, priva di disfunzioni erettili e ansie da prestazione, possa avere delle problematiche tanto radicate?”. Il tentativo di individuare l’origine delle frustrazioni proprio nella mancanza di un pene non convinse la scatoletta, che già da tempi non sospetti vantava “proficui rapporti intimi” con insospettabili dame dell’alta società europea (clicca qui), e non solo (clicca qui). In realtà la piccola conserva mal sopportava le tediose sedute nello studio del medico viennese. A suo dire si trattava di insopportabili perdite di tempo, perché ciò di cui gli individui avevano veramente bisogno era di una robusta e sana rivoluzione proletaria. Soltanto la collettivizzazione dei mezzi di produzione, infatti, avrebbe potuto modificare le dinamiche umane, permettendo alle coppie di vivere una serena vita sessuale corroborata da un sano quanto raffinato immaginario erotico (clicca qui).