
Nell'ottobre del 1974, per fare qualcosa di diverso ed entrare definitivamente nella storia dell'aeronautica, Invicto e l’Uovo decisero di esplorare le profondità marine e si infilarono nella Fossa delle Marianne, la più grande depressione oceanica del pianeta. Invicto aveva già avuto un’esperienza in campo sottomarino per via di un'ammaraggio esagerato che fece qualche anno prima a Viareggio, quando per un’emergenza cercò di atterrare sulla spiaggia ma prese male la mira e si conficcò in una buca che un bambino aveva scavato sul bagnasciuga e non aveva provveduto a segnalare. L'avventura non presentava particolari difficoltà: entrambi erano già stati nello spazio e per raggiungere la Fossa delle Marianne si trattava di individuare la posizione esatta del cielo e andare nella direzione opposta. Il vero problema sarebbe stato dato dalla pressione dell'acqua che nei fondali oceanici può risultare molto alta e creare grossi problemi di salute; l'Uovo lo sapeva bene perché una sua prozia una volta era stata cucinata in una pentola a pressione e l'esperienza l'aveva parecchio segnata, nel fisico e nella mente (ma soprattutto nel fisico, perché la mente era rimasta praticamente uguale). Per il resto ci sarebbe stato il problema dei pesci strani che affollavano le profondità marine e di cui si sapeva poco sulle abitudini alimentari e sulle tecniche di educazione della prole. L’Uovo era terrorizzato dall’idea di finire in una covata di pesci e di schiudersi dopo alcuni mesi, ritrovandosi ricoperto di squame, con branchie e pinne al posto di polmoni e ali. Per fortuna non successe niente di tutto questo, e dopo quattro ore di esplorazione tornarono a riveder le stelle.








