Il Formaggio Svizzero si affida alla chirurgia plastica anche se non sarebbe stato il caso

52 Il Formaggio Svizzero e la chirurgia plastica

 

Pochi mesi dopo lo splendido spettacolo di “Luminarie e Suoni” organizzato con la Lampada Bipolare, il Formaggio Svizzero decise di prendere il toro per le corna e chiese di essere sottoposto ad un radicale intervento di “chirurgia plastica”, indispensabile per eliminare i fori sul proprio corpo e rendersi “bello e slanciato" come un trancio di fontina o, al limite, “molliccio ma raffinato" come un camembert. Purtroppo lo chiese al Regista, l’unico membro del Team in grado di vantare una certa esperienza in campo medico perché, più di una volta, era stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio e faceva largo uso di farmaci antidepressivi. Commosso dalla richiesta e desideroso di aiutare l’amico, il Regista si impegnò duramente facendosi “aiutare” da un donatore inconsapevole, un gorgonzola che gli era d’avanzo e che da diversi mesi stazionava in uno scomparto del frigo. Preso dall’estro creativo, e dimentico del fine ultimo dell’intervento, in breve decise di coinvolgere altri “donatori”, tra cui un taleggio, uno yogurt scaduto da tre settimane e un’antica sottiletta, avanzo del pranzo di nozze, che aveva conservato nel congelatore per insindacabili questioni affettive e perché ben mimetizzata fra i ripiani mal lavati dell’elettrodomestico. Il risultato finale fece comprendere al latticino l’importanza di accettarsi per quello che si è: belli o brutti, alti o bassi, provenienti da luoghi sensati o da altitudini assurde, dove arcieri sconsiderati scagliano frecce verso mele poste sulla testa dei propri figli.