San Giorgio combatte contro il Cassettone della Nonna e salva la Cappadocia

San Giorgio combatte contro il Cassettone della Nonna

 

Le leggende raccontano che ben prima di uccidere il drago, San Giorgio uccise un Cassettone della Nonna che terrorizzava un villaggio di contadini in Cappadocia. A quel tempo terrorizzare dei contadini in Cappadocia era estremamente semplice: il cassettone non aveva fatto niente, si era dimostrato un arredo piacevole e funzionale, ma la gente era convinta che la biancheria pulita deposta al suo interno fosse destinata a finire all'inferno, addosso a chissà quale demone. Per ingraziarsi il suppellettile alcuni avevano preso l’abitudine di offrirgli dei sacrifici, stipandoci dentro dei piccoli oggetti, della frutta o addirittura dei vitelli. Poi la cosa era degenerata: qualcuno aveva proposto di stiparci dentro una vergine e il capo villaggio aveva deciso d’intervenire, andando a chiamare San Giorgio. Il santo combatté per tre giorni contro il mobile e alla fine riuscì a smontarlo, e a disperdere i suoi resti nella foresta, in modo che nessuno fosse più in grado di riassembrarlo. Un ulteriore leggenda vuole che parecchi secoli dopo, un turista svedese in vacanza da quelle parti, li ritrovasse e li portasse con sé in Svezia per cercare di rimontarlo e farne un suppellettile grazioso ed economico per arredare la propria dimora. La cosa piacque molto e in poco tempo la maledizione del cassettone, col suo carico di brugole, pittogrammi ed assurde istruzioni per il montaggio, si propagò dalla Svezia in tutto il mondo. Ma questa è soltanto un’altra diceria a cui il Regista non vuole dare credito.