La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi

44 La Forchetta Psicotica e il Mozzicone di Sigaretta

 

Ogni cinque anni il Regista riguarda le proprie opere neorealiste e si dispiace per lo scarso successo che hanno riscosso presso la critica ed il grande pubblico. In queste occasioni il Regista si sente incompreso e triste, e medita di trasferirsi in Francia dove i grandi artisti sono amati e coccolati, o negli Stati Uniti dove i registi guadagnano un sacco di soldi anche se girano “Ace Ventura” o fanno lavorare Jack Black. Per reagire a questo stato d’animo progetta nuove pellicole neo-neo-neo-neorealiste che gli consentano di fare breccia nel cuore degli spettatori e di conquistare un nuovo “neo” da aggiungere al già cospicuo bottino di prefissi. Una delle pellicole più interessanti è senza dubbio “La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi”, un film socialmente impegnato in cui il Regista denuncia i rischi della dipendenza da nicotina e richiama i tabagisti ad una maggiore attenzione verso l’ambiente. Cosa abbia spinto un fumatore accanito come il Regista ad impegnarsi in questa particolare lotta, è una cosa che sfugge ai più: forse l’essersi incendiato le scarpe? Forse l’aver dato fuoco al divano del salotto? Forse l’aver fatto esplodere il locale caldaie della cantina? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in un bagno del boeing 767 che lo portava a New York? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in una cella del JFK Airport di New York dove era stato rinchiuso per l’aver fatto scattare l’allarme antincendio a bordo del boing? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in un bagno del boeing 767 che lo riportava a casa? Nessuno può saperlo veramente ma “La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi” resta uno dei capisaldi della cinematografia neo-neo-neo-neorealista.