
Per giustificare la debacle calcistica del ‘74, il Regista dette la colpa alla palla, al fato avverso ed al pessimo rapporto che le forme sferiche avevano con la sua famiglia. Fin dai tempi degli assiro babilonesi, si giustificò con gli amici, i suoi antenati furono perseguitati dalle palle; un suo prozio sumero, ad esempio, dovette espatriare dalla Mesopotamia per sfuggire allo stalkeraggio di una sfera. E a quel tempo le forme non erano smussate come oggi ma essenzialmente cuneiformi, e quindi difficili da disincastrare se trovavano la strada per qualche orifizio (clicca qui). Poche generazioni dopo la stessa sorte toccò ad un suo parente musicista, un etrusco che durante una parata musicale, per colpa dell’assalto di una palla, si trovò ad ingoiare il piffero che stava suonando (clicca qui). Le cose cominciarono a migliorare soltanto nel medioevo, ma semplicemente perché a quel tempo si tendeva ad indossare armature di metallo e questo pesante materiale, progettato per resistere alle frecce, ai colpi di maglio e ai fendenti di spada, era in grado di sopportare meglio i ripetuti assalti delle palle di cuoio (clicca qui). Secondo il Regista fu proprio per ovviare a questo inconveniente che le sfere abbandonarono il rivestimento in pelle e si evolsero in palle da cannone. Le spiegazioni date dall’amico non convinsero del tutto i compagni di squadra, che decisero comunque di dargli una seconda chance. Possibilità che il giovane calciatore si giocò definitivamente nell’ottobre del ‘76, quando si verificò uno spiacevole incidente che il Regista, tendenzialmente, è portato ad ingigantire nel ricordo (clicca qui)








