Invicto e L’Uovo raggiungono il pianeta Marte

35A Invicto va su Marte

 

Se il Mars Rover ha raggiunto Marte e la missione della Nasa ha avuto successo, lo dobbiamo essenzialmente ad Invicto ed al suo inseparabile compagno di viaggio, l’Uovo. È grazie a pionieri come loro se traguardi come questo sono diventati possibili. Invicto partì per Marte il 14 settembre del 1952, decollando dalla base aerea di Los Palos alle 12:03. Ci mise sei giorni a raggiungere il pianeta rosso e solo quattro per tornare, ma la strada a quel punto era tutta in discesa e si trattava solo di scalare le marce. A quel tempo navigare nello spazio non era facile come oggi: non c’era Google Maps, non c’era Waze e non c’erano nemmeno gli smartphone. A complicare tutto erano i quattro punti cardinali, che nello spazio aumentavano a dismisura, diventando sei: Nord, Sud, Est, Ovest, Su e Giù. Poi c’erano i meteoriti, che vagavano per la galassia senza catarifrangenti e senza che nessuno provvedesse a segnalarli; e le comete, che per istinto naturale ti veniva da seguire per vedere se arrivavi da Gesù Bambino. I pianeti a quel tempo si assomigliavano tutti: non c’era la fotografia a colori ad aiutarci a riconoscerli, tutti erano dello stesso grigino e, a parte Saturno con i suoi strani anelli, era facile confondersi e dirigersi verso Mercurio piuttosto che su Marte. Se si fossero sbagliati e avessero raggiunto Mercurio il calore del sole avrebbe assodato l’uovo e quella che avrebbe dovuto essere una bella avventura sarebbe diventata una tragedia, almeno per l’Uovo. Per fortuna tutto andò bene: i nostri amici tornarono a casa e le immagini di Marte che portarono con sé convinsero il mondo scientifico che la strada per le stelle era finalmente aperta (clicca qui).