
Quello che vedete è un frammento del DNA del Cassettone della Nonna, filmato nei laboratori dell’Università di Göteborg, in Svezia. Questo eccezionale documento dimostra, come il Regista aveva ipotizzato già da molto tempo, che in realtà il Cassettone della Nonna è l'antenato unico di tutti i mobili e gli elettrodomestici che arredano le nostre case. Esso non solo racchiude in sé tutte le informazioni necessarie per dare forma ai propri pomelli, alle viti e agli sportelli, ma anche alle poltrone, ai tostapane e ai ventilatori. Spiega il Regista: “Probabilmente l’apparizione del Cassettone della Nonna sul nostro pianeta è anteriore a qualunque altra forma di vita, compresi i nostri progenitori, le scimmie. Questo significa che per milioni di anni nessuno ci ha deposto niente dentro, e quando finalmente qualcuno ha cominciato a farlo si trattava di bucce di banana e pidocchi, cose di relativa poca importanza. Tutto questo deve essere stato tremendamente frustrante per il mobile, e questo spiega perché mi crolla addosso con così tanta frequenza”. C’è poi l’aspetto etico da considerare. “Adesso è chiaro che i mobili Ikea non sono il frutto della creatività scandinava, come ci vogliono far credere, ma sono il prodotto di una manipolazione genetica incontrollata, effettuata da un team di scienziati pazzi che giocano a fare gli dei,” spiega il Regista. “Ciò ha portato alla proliferazione di mobili assurdi, dai nomi difficilissimi da pronunciare e impossibili da montare. Occorre intervenire prima che sia troppo tardi". “La prima cosa da fare", conclude l'artista, "è proibire le chiavi a brugola e legiferare per vietare i nomi che recano tutti quei puntini sopra le vocali (le dieresi, n.d.r.). Già ci sono gli accenti a complicarci la vita”.








