
Come tutti sanno, Roald Amundsen conquistò il polo sud il 14 dicembre del 1911, ma quello che pochi sanno è che la stessa meta fu raggiunta, appena quattro mesi dopo, da un’altra coppia di intrepidi esploratori: il piccolo aeroplanino Invicto e il suo inseparabile navigatore, l’Uovo. Se non furono loro a raggiungere per primi il ragguardevole traguardo fu perché il navigatore si confuse e si diresse a nord anziché a sud, costringendo il piccolo mezzo di trasporto a circumnavigare l’intero globo per raggiungere la destinazione. Prima di allora nessun oviparo si era spinto tanto a sud, a parte quello contenuto in un sandwich di tonno che Amundsen si fece per festeggiare la riuscita della spedizione, e all'uovo che un pinguino disfunzionale depose nel marzo del 1864 sulla vetta del monte Vinson e che rotolò a valle alla prima folata di vento. Per rendere più complessa la sfida, Invicto decise di rinunciare a bussole e mappe e si affidò all'istinto migratorio dell’amico che, in quanto embrione di pennuto, l'istinto per raggiungere il sud ce l’aveva tatuato nei cromosomi. Per fortuna di entrambi i poli magnetici sono solo due e se ti capita di oltrepassare il primo, poi è sufficiente continuare a volare dritto per giungere al secondo. Il viaggio fu periglioso: come in precedenti avventure vari uccelli di passaggio (un gabbiano, un albatro e un pinguino) cercarono di approfittare dell’estrema disponibilità dell’Uovo per covarlo e sfogare su di lui i loro insopprimibili istinti materni. Inoltre, alla prima gelata, l’elica si bloccò costringendo gli avventurieri a pensare seriamente di dover tornare indietro (clicca qui). Ma, grazie alla pervicacia del piccolo mezzo di trasporto e al coraggio del suo inseparabile amico, l’impresa fu compiuta e il 16 aprile del 1912 i due eroi arrivarono al polo sud.








