
“Natura morta con Calenda” è un dipinto realizzato dal Regista in gioventù e rappresenta, probabilmente, il suo più importante contributo alle arti figurative. Esso contiene tutti gli elementi caratteristici della sua poetica: le uova, le scatolette di tonno, i formaggi svizzeri e Carlo Calenda. Secondo alcuni storici dell’arte, in realtà, l’ex ministro e l'artista ebbero un solo fugace incontro, senza alcuna conseguenza: Calenda apparve in televisione durante un telegiornale e il Regista, senza neanche stare ad ascoltare cosa avesse da dire, si tolse le scarpe e gliele lanciò, mancando l’elettrodomestico di un paio di metri. Secondo gli stessi storici fu proprio il fatto che possedesse solo due scarpe a rendere l’incontro fugace, e il fatto che avesse una pessima mira spiega la mancanza di conseguenze. Ovviamente questa è una semplice supposizione, dato che parliamo del Regista può anche darsi che fu la televisione a decidere di spostarsi di un paio di metri, o che (e questa è l’ipotesi più probabile) le sue scarpe cercarono di approfittare dell’inaspettata libertà per tentare una disperata fuga, dal Regista e da Calenda. La verità probabilmente non la conosceremo mai: la storia non è mai stata una scienza esatta.








