
Sappiamo che il Cassettone della Nonna fece parte dell’arredo funebre della tomba di Tutankhamon e che per gli antichi egizi fu talmente sacro da essere usato solamente per contenere gatti. Si racconta che quando Howard Carter, il grande archeologo inglese, giunse davanti al mobile, un eclisse di sole oscurò il deserto ed un alito di vento gelato attraversò le antiche sale della piramide, spegnendo le poche torce accese. Al chiarore della luce di una candela, l’inglese riuscì ad intravedere un ideogramma misterioso il cui significato si perdeva nella notte dei tempi e che, pronunciato ad alta voce, dovette risuonare più o meno così: “Ikea - Made in Sweden”. All’interno del cassettone venne trovato un antico papiro contenente dei geroglifici che, fu chiaro fin da subito, invocavano sui presenti un ulteriore maledizione senza speranza: “leggere attentamente le istruzioni per il montaggio. Il produttore non é responsabile per eventuali errori commessi durante la procedura ”. Ignorando l'anatema e il vistoso cartello “Non capovolgere”, Carter fece smontare il mobile per spedirlo in Inghilterra, dove un'equipe di esperti egittologi lo avrebbe rimontato con l'ausilio di una chiave a brugola ritrovata in un apposito sarcofago, ma la nave che conteneva le viti affondò, insieme alle istruzioni per il montaggio, ad un pacco di polpettine vegetariane perfettamente conservate e al numero verde da chiamare in caso di bisogno. Del resto del mobile non si seppe più nulla.








