
Nel suo esplorare l’universo in cerca di forme di vita senzienti, molto prima di essere incaricato da Stanley Kubrick di far evolvere i propri antenati scimpanzé, il Monolite Alieno giunse nella città di Siena e cercò di convincere un abitante del luogo ad alzare le braccia ed agitarle freneticamente, come primo passo per un lungo e felice percorso evolutivo. L’incontro si svolse in modalità telepatica e durò circa sedici ore, al termine del quale il senese chiese al monolite da quale contrada provenisse e di che colore era il suo cavallo. Non era la prima volta che il monolite incontrava creature restie a farsi evolvere: trecento anni prima, in una lontana città chiamata Pisa, un livornese di passaggio gli chiese se era la torre pendente e come avesse fatto a raddrizzarsi; e in una città vicina, l’allora sindaco che rispondeva al nome di Matteo Renzi, dopo appena cinque minuti di contatto riuscì a farlo involvere in ciò che inizialmente era: una roccia di basalto inanimata del peso di dieci tonnellate. Gli occorsero circa due milioni di anni per riacquistare le proprie capacità e trenta secondi per rendersi conto che certi pianeti era bene lasciarli al proprio destino. Poi conobbe il Regista e la sua vita cambiò. Non necessariamente in meglio..








