
“Formaggio senza orecchino di perla” è un imbarazzante dipinto che il Regista fece nel 2003 dopo aver visto il film “La ragazza con l’orecchino di perla”. Nelle indicazioni del Regista, l’emmental avrebbe dovuto guardare con grazia verso il pittore ostentando un bellissimo orecchino che, con i suoi riflessi “perlacei”, avrebbe soffuso un alone di leggiadria facendolo trascendere dalla sua condizione di misero latticino. Purtroppo la presenza di troppi verbi complessi (ostentare, soffondere, trascendere) e la mancanza di verbi facili (mangiare, saltellare, dormire), misero in crisi il povero latticino che, non sapendo bene cosa fare, scelse di assumere un atteggiamento esageratamente disinvolto, piuttosto inappropriato per il personaggio. Secondo il Regista, il dipinto sarebbe comunque interessante per alcuni aneddoti che potrebbero appassionare la critica più esigente: 1) durante l’esecuzione del dipinto il pittore, chinandosi a raccogliere l’orecchino caduto, sbatté la testa sul tavolo e perse i sensi per circa quattro ore; 2) in quelle quattro ore il latticino, per non deludere ulteriormente l’amico, rimase perfettamente immobile, sciogliendosi parzialmente e diventando tutt’uno con il mobile; 3) al suo risveglio il pittore dovette effettuare un certosino lavoro di spatola per liberare il formaggio; 4) stimolato dall’aroma scaturito dal certosino lavoro, dopo appena cinque minuti il pittore cominciò a salivare copiosamente; 5) la tensione fece svenire il latticino; 6) chinandosi per soccorrere l’amico, il pittore sbatté nuovamente la testa sul tavolo e svenne per altre quattro ore. Sono aneddoti come questo, spiega il Regista, che fanno la storia dell’arte.







